L’atterraggio a Barcellona di Rosita Landolfo, l’inizio di un nuovo percorso

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La passione per le lingue mi è stata trasmessa, durante gli ultimi anni del liceo, dalla mia insegnante d’inglese, una persona dalle grandi capacità didattiche e comunicative, verso la quale nutro tutt’ora una profonda stima. Ho deciso di portare avanti questa passione ed approfondirla ulteriormente iscrivendomi, dopo il liceo, alla facoltà di lingue dell’Università Federico II di Napoli, affiancando all’inglese la lingua spagnola che, da sempre, aveva esercitato su di me un certo fascino.

Inizialmente ero un po’ intimorita, lo spagnolo rappresentava un mondo nuovo e pativo il sentirmi impreparata rispetto ai mie colleghi universitari che, in gran parte, avevano già delle buone basi (la maggior parte proveniva da un liceo linguistico). Col passare del tempo questa lingua mi ha presa totalmente, quasi la preferivo all’inglese ormai e, proprio in virtù di questo enorme interesse, nella speranza di poter affinare al meglio le mie conoscenze e capacità nell’uso della stessa, decisi di presentare domanda per la borsa di studio Erasmus in Spagna. Vinsi la borsa di studio e mi trasferii a Barcellona per nove mesi. Un’esperienza unica che mi ha permesso di migliorare le mie nozioni linguistiche, di ampliare il vocabolario ed affinare la pronuncia. Dopo questa esperienza, ho cercato di pianificare la quasi totalità dei miei viaggi all’estero, verso mete spagnole. In questo modo ho potuto vivere in prima persona i luoghi originari della lingua che ormai amavo.

Conseguito il diploma di laurea è venuto il fatidico momento di cercare un lavoro. Chiaramente, dopo anni di studio e sacrificio, la mia speranza era di trovare un’occupazione che potesse valorizzare il mio percorso formativo. Cercare il primo vero lavoro non è semplice, è qualcosa di totalmente estraneo per chi, essendo per l’appunto un novizio, del mondo del lavoro ancora non ne fa parte. Pensai che, volendo coniugare i miei studi e la mia passione per il viaggiare, la miglior soluzione sarebbe stata quella di lavorare per una compagnia aerea. Mandai il curriculum ad un’infinità di compagnie, qualcuna davvero impensabile, nella speranza di ricevere una qualche risposta che, chiaramente, visto come va il mercato del lavoro in questi anni, non arrivò. Ero scoraggiata ed anche un po’ demotivata.

Un giorno, improvvisamente, ricevo una chiamata da una cara amica che, in un misto di ansia ed entusiasmo, mi dice che l’indomani a Roma ci sarebbe stata un “Open day” di una nota compagnia aerea dove, nel corso della giornata, sarebbero stati selezionati dei candidati per accedere al corso di formazione e, successivamente essere impiegati, come assistenti di volo.Un’occasione così non si lascia sfuggire ed il giorno seguente, quindi, senza sapere bene cosa avrei dovuto fare, mi sono messa in viaggio per raggiungere l’hotel in cui si sarebbe tenuta la selezione.

La compagnia aerea è spagnola e dunque, durante i colloqui, le mie conoscenze della lingua inglese (fondamentale in questo ambito) e dello spagnolo (fondamentale per la compagnia), uniti alla mia precedente esperienza di studio all’estero mi hanno permesso di superare la selezione. Sono partita per Barcellona dove si è tenuto il corso per il conseguimento del brevetto come assistente di volo e la formazione con l’azienda. Tutti i libri da studiare, i corsi da seguire, i test teorici e le prove fisiche si tenevano solo in lingua spagnola o inglese. Supero tutti gli esami e conseguo il brevetto. A giorni ci sarà la firma del contratto e verrò collocata in una delle basi della compagnia.

Alla domanda: “Come la conoscenza delle lingue ti ha aiutata nel tuo lavoro”… penso che lo si capisca leggendo.

Rosita Landolfo

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