Santiago E’!

Tutto nasce da quelle esperienze che nella vita ti lasciano delle “cicatrici” e dalle quali impari, tirandone fuori solo forza per dare il giusto valore alla VITA, camminando la VITA scorre nelle vene.

Camminare è fatica, riflessione, scoperta, silenzio, è il possibile di fronte al tutto è un abbraccio con la vita. Il cammino stimola la conoscenza interiore, la solidarietà, l’affidarsi allo sconosciuto, la scoperta della ricca umanità che ci circonda molte volte sottovalutata.

Ed è proprio la lontananza dalla normalità che rende il cammino unico. Mi sono sempre messa alla prova e dopo la mia operazione, il mio più grande desiderio era arrivare a Santiago di Compostela .

Ci sono Riuscita!

13 agosto 2015…

L’ansia sale e si scontra con l’adrenalina, la combinazione giusta per affrontare il mio sogno. La voglia di conoscere nuovi posti, di sentire nuovi profumi, di raggiungere tutto con le mie forze. Amico e compagno di viaggio Danilo, che per la seconda volta percorre il cammino, ed è anche grazie ai suoi racconti che la voglia di arrivare a Santiago è cresciuta sempre più.

Arrivati a Burgos, muoviamo i primi passi e dopo poco il primo timbro sulla credenziale…che il Cammino abbia inizio…Conchiglia e freccia gialla saranno la nostra “stella cometa”, simboli che ci accompagneranno fino alla cripta di San Giacomo apostolo. La mia prima “ freccia” è seguita dal volto di una persona anziana, che guardandomi negli occhi mi augura “Buen Camino” un’emozione incomparabile che inizia a dar vita a quello che è stato il viaggio più desiderato e sentito da sempre.

Il Cammino di Santiago di Compostela è un itinerario che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso vari Stati e Paesi, per giungere al santuario di Santiago di Compostela . Le strade francesi e spagnole che compongono l’itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO .

E’ un percorso che possiede dei caratteri distintivi che lo rendono unico e inconfondibile: La Credencial é uno dei compagni di viaggio imprescindibile di un pellegrino diretto a Santiago, si tratta di un documento che identifica il pellegrino con i suoi dati e gli dá diritto di alloggiare negli alberghi presenti sul cammino dove riceverá sulla Credencial un timbro, che testimonia il passaggio da quella localitá. All’arrivo a Santiago la Credencial é fondamentale per ottenere la Compostela, che è il certificato, redatto in latino, rilasciato a coloro che abbiano compiuto il pellegrinaggio per finalitá religiose, spirituali, di ricerca interiore. La Capasanta o conchiglia di San Giacomo viene utilizzata sin dal principio del cammino come elemento identificativo stesso del pellegrino e come simbolo di sacrificio.

Il mio Cammino ha inizio nella regione delle Mesetas, altopiani di circa 900/ 1.300 metri s.l.m., piuttosto aridi, terreno di argilla compatta e sassosa. Le uniche coltivazioni sono di grano. Tra una mesetas e l’altra ci sono piccolissime valli dove sembrano nascondersi paesi e villaggi.

Da qui ha inizio anche la prima esperienza di “albegue del pellegrino” quindi , condivisione e adattamento con tutto quello che è il pellegrinaggio. Ad accoglierci quest’uomo, che ci da il benvenuto e ci racconta del suo cammino con la moglie…. storie di vita sul cammino, sempre avvincenti!

Nell’augurarci buon cammino , ci racconta del “ Cappello di Santiago”; la leggenda narra che nei mesi caldi San Giacomo Apostolo, per proteggere i pellegrini, calava un manto di nuvole in cielo in modo da fare filtro per il sole cocente. Iniziamo ad attraversare le Mesetas, dove in queste lunghissime distese il silenzio fa da padrone, il vento culla i pensieri e gli odori gli danno colore; ho avuto tempo e occasione per parlare a me stessa, ogni passo diventa fondamentale e significativo. Gli occhi diventano la miglior “macchina fotografica” iniziando ad immortalale ogni angolo di paesaggio . Il battito del cuore da il ritmo e fa da compagnia. L’incontro e la magia della Cruz de Hierro, simbolo di coraggio di un nuovo inizio.

Con i suoi 1.505 metri di altitudine rappresenta il punto più alto di tutto cammino ed è uno dei monumenti più significativi; ogni pellegrino porta una pietra che va ad aggiungersi alle altre lasciate da chi lo ha preceduto; c’è chi lascia una foto, chi un rosario, chi un nastro, qualsiasi cosa per ricordare la parte di noi stessi che rimarrà qui per sempre.

La croce è fissata al vertice di un alto palo di legno sostenuto da ammassi di pietre portate. Le pietre rappresentano i ricordi e le sofferenze della vita delle persone, il pellegrino alleggerisce l’animo e riceve un senso di liberazione. La cosa stupefacente è vedere quanti ricordi, fotografie, frasi, scritte sui sassi, maglie, bandiere, ciondoli, nastri di ogni Paese, Nazione è ricoperta questa croce.

La Cruz de Hierro riesce a regalare magia e non si può rinunciare a una riflessione sul senso della vita… E allora isoli la mente e preghi … dedichi qualche minuto a tutte le persone che ti circondano indistintamente se ti hanno fatto del bene o del male. Continuiamo attraversando borghi e piccoli paesi che ti lasciano quel sorriso che ti arricchisce sempre di più … Vedere persone fermarsi mentre lavorano e offrire un semplice saluto come segno di riconoscenza e rispetto per il pellegrino, è davvero unico. Il cammino di Santiago ti mette davvero a dura prova. Il Pellegrino batte la stanchezza e il dolore.

Camminare sotto la pioggia, sforzarsi e fare tanti chilometri al freddo, sotto il sole, nel fango, con l’umidità che entra nelle ossa e con i dolori presenti giorno dopo giorno dai piedi fino alle spalle… Eppure il cammino è anche questo mi sono risposta.

Mi dicevano:“Si no Hay dolor, no hay Camino!” E’ Vero! Cammini perchè devi camminare,è un bisogno,un’esigenza,una necessità e senti di doverlo fare,di andare avanti anche sotto la pioggia, anche al freddo, con il sole e con i dolori. Se sei sul cammino di Santiago sei un pellegrino, non una persona qualunque, non hai un obiettivo banale, non fai 500km a piedi tanto per dire: “ho fatto anche questo”, non sei un turista, non stai giocando.

Se cammini sul sentiero di Santiago è perchè sei alla ricerca di qualcosa, di te stesso, spinto dalla forza interiore e spirituale, stai camminando perchè hai l’animo pronto e predisposto a donare e ricevere amore verso te stesso e verso il prossimo. Ho camminato in decine di paesi e micro paesi, passando dalle case fatte di terra e paglia, alle fattorie, alle città, tra boschi, montagne ,colline e strade… ogni singolo passo fatto mi ha regalato qualcosa in più e spronata ad andare avanti. Gli ultimi 11km prima di fare ingresso a Santiago sono stati quelli dove abbiamo dimenticato definitivamente il peso dello zaino sulle spalle, la piaggia che cadeva ininterrottamente per noi era sole, i dolori scomparsi, camminavamo velocemente senza parlare , con i sorrisi stampati sui volti e gli occhi ricchi di emozione, l’ingresso nella piazza antistante la cattedrale è stato il momento in cui sono esplosa in un pianto di gioia infinita,ancora incredula e tremante realizzavo poco per volta… “ce l’ho fatta”.

Resti per diversi minuti a guardare ininterrottamente questa maestosa cattedrale che ti parla, l’emozione e le lacrime continuano entrando nella cattedrale per la celebrazione della messa del pellegrino con il rito del Botafumeiro.

La fine di un cammino ha un sapore agrodolce, la consapevolezza di aver compiuto un grande passo è enorme, così come il senso di mancanza. Quello che ti resta tangibile è la carta del pellegrino costellata di timbri colorati, quello che ti resta addosso è una costellazione di emozioni. Vedere dalle immagini scattate il grande fiume che settimane fa attraversavi sotto il sole, o le linee delle montagne su cui hai faticato enormemente in salita, ti regala un malinconico sorriso.

Tra le mille domande quella fondamentale è che cosa vuole dire essere e sentirsi un

pellegrino? L’uomo è nato per mettersi in cammino… Peregrinare, a differenza di camminare o viaggiare, vuole dire uscire dalle abitudini quotidiane, prendere le distanze e diventare un essere libero.

Essere pellegrini e non villeggianti vuole dire essere e sentirsi un tutt’uno con quello che ti circonda. Non è sentirsi turisti e apprezzare solo tutto ciò che c’è di splendore, essere pellegrini è imparare a mettersi in relazione con qualcosa di più elevato, unico, magico. Entrare in sintonia con l’anima, mente e corpo.

Comprensione, collaborazione e amicizia sono la chiave spirituale del pellegrino. Non ci sono gare per chi fa più chilometri, per chi ha lo zaino più bello o costoso,non interessa sapere la professione che fai o se vivi una vita agiata, il pellegrino ha rispetto per l’uomo, considerato tale e non per come appare, deve essere umile e generoso. Mettersi in cammino vuol dire restare con il tempo e con se stessi. Non è una gita da escursionisti, non è un week end di primavera, non è un mordi e fuggi di un posto da contemplare per dire io ci sono stato, lo conosco e farsi grande del proprio sapere.

Il peregrinare non è apparenza ma è entrare lentamente nelle situazioni, nel mondo, nella vita. Peregrinare è tempo, fatica, impegno, determinazione, sacrificio… cioè gioia, emozioni, essere, amare vivere!

SANTIAGO E’!

BUEN CAMINO!

SILVIA VOLLUCCI

“Soltanto solo, sperduto, muto, a piedi riesco a riconoscere le cose.”

Pier Paolo Pasolini

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