I veri viaggiatori si riconoscono. Non per gli zaini in spalla, lo sguardo stanco ma felice e l’aria di chi si sente vivo solo quando è in movimento. Si riconoscono soprattutto per alcune caratteristiche che appartengono solo a loro.

Chi viaggia ha dei tratti distintivi ben precisi a livello caratteriale. È tutta qui la differenza tra una persona che preferisce stare sempre nello stesso luogo e chi invece ha una fame inarrestabile di scoperta: il modo in cui approccia la vita.

Ci sono almeno 7 caratteristiche tipiche di chi ama viaggiare. Si tratta di tratti distintivi che si formano soprattutto quando si viaggia, perché è in quei momenti che cambiamo davvero, e solitamente lo facciamo in meglio.

7 CARATTERISTICHE TIPICHE DI CHI AMA VIAGGIARE

1. Curiosità

Chi viaggia è curioso per natura. Se ci pensiamo, in fondo, viaggiare è il modo migliore per soddisfare la nostra curiosità: solo muovendoci e sperimentando in prima persona il mondo possiamo dire di conoscerlo davvero. D’altronde, a quale viaggiatore non è mai successo di fantasticare su paesi lontani e luoghi remoti? Per qualcuno è l’Asia, per altri è l’Africa, per altri ancora è qualche isoletta sperduta nell’oceano… Chi viaggia è sempre mosso dal desiderio di scoprire qualcosa.

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2. Voglia di imparare

Per lo stesso motivo, i viaggiatori hanno sempre voglia di imparare. Non giudicano qualcosa se prima non l’hanno sperimentata, non si basano sui preconcetti e non escludono mai nulla nella vita, perché sanno che il mondo è grande e tutto è possibile. Questa presa di coscienza li spinge a voler sempre imparare qualcosa di nuovo, che sia una ricetta etnica, un modo di prendere la vita o un rito religioso. Viaggiando non si smette mai di imparare e chi viaggia non è mai sazio di conoscenza.

3. Empatia

Al giorno d’oggi le nostre metropoli si sono trasformate in un luoghi freddi e grigi, dove tutti tirano avanti per la propria strada senza curarsi degli altri. Chi viaggia (anche solo nei weekend) non rimane intrappolato in questa realtà, ma inizia a sviluppare una sensibilità nei confronti del mondo circostante. Che si tratti di animali o persone, il vero viaggiatore prova un’empatia che si porta dietro anche quando torna alla vita di tutti i giorni.

4. Avventura

Tutto si può dire, ma una cosa è certa: chi viaggia è costantemente alla ricerca di avventure. Può essere un trekking a strapiombo sul vuoto come il sentiero di Hua Shan in Cina, il percorso che attraversa tutta la Nuova Zelanda oppure il semplice ritrovarti da solo in una nuova città dove nessuno parla la tua lingua. Può essere anche un’avventura personale, alla ricerca di se stessi o dell’amore. Indipendentemente dallo scopo, non esiste viaggio che non preveda qualche tipo di avventura.

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5. Autostima

Viaggiare vuol dire mettersi alla prova costantemente con nuove situazioni e realtà. Significa vivere tanti bei momenti ma al tempo stesso affrontare tante difficoltà. Chi viaggia si libera delle proprie insicurezze, impara a gestire la paura dell’ignoto e scopre di essere più forte di quanto credesse. Quando si torna da un viaggio si è sempre diversi da quando si è partiti, e nella maggior parte dei casi si è anche molto più sicuri di sé.

6. Indipendenza

C’è qualcosa che rappresenta meglio la libertà rispetto al partire alla scoperta del mondo con uno zaino leggero e un cuore pieno di sogni? Probabilmente no, ma imparare ad apprezzare la libertà vuole anche dire imparare ad essere indipendenti. Non è un caso che gli adolescenti che viaggiano sono i primi a voler andare a vivere da soli: viaggiare ti insegna a stare solo con te stesso, che è la forma più pura di indipendenza

7. Capacità di adattamento

Una volta ti capiterà di non avere i soldi nella valuta locale; un’altra volta succederà di non capire nulla di ciò che ti viene detto; ti capiterà di perderti, fisicamente e culturalmente, di provare gioia e paura nel giro di pochi minuti, di sentirti in pericolo e tirartene fuori. Quando viaggi sperimenti tutte le esperienze possibili e immaginabili. E in questo modo impari ad adattarti. D’altronde, che problema c’è se ti si rompe un elettrodomestico a casa dopo che hai passato due settimane in tenda in qualche posto selvaggio oppure sei stato costretto a mangiare nell’unico ristorante esistente di qualche paese lontano migliaia di chilometri da casa?

written by Redazione MangiaViviViaggia

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